GIORNO 1: LA HABANA, AMORE A PRIMA VISTA

Ci siamo. La sveglia suona presto ma un’ottima colazione con squisita frutta dei Caraibi ci da la carica per perderci fra le strade della capitale cubana. Da La Habana non so cosa aspettarmi, quindi cercherò di farmi stupire da questa città.

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Ci dirigiamo verso La Habana Vieja, centro della città e, come già dice il nome, la sua parte vecchia. In pochi minuti raggiungiamo la bellissima e pulitissima Plaza Vieja: un’ampia piazza di forma rettangolare, incorniciata da locali e case in stile coloniale con al centro una fontana. Proseguiamo verso Calle Obispo, arteria principale della città, ma prima facciamo un salto in banca per cambiare qualche soldo in CUC. Finite le pratiche burocratiche continuiamo e raggiungiamo la via principale, dove incontriamo un gruppetto di signori che canta e suona dell’ottima salsa. Ovviamente per scattare loro alcune foto si fanno pagare. Questo dettaglio rovina un pò l’aura romantica della scena, peccato perché erano davvero tipici!
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Ci dirigiamo verso il Parco José Martì dove decidiamo di utilizzare l’autobus turistico hop-on hop-off, per visitare i quartieri principali della città. La visita dura un’ora e mezza: si parte appunto dal parco de La Habana Vieja, passiamo per il Paseo del Prado per raggiungere il bellissimo Malecón, ovvero il lungo mare, sul quale riusciamo a goderci anche qualche scultura della biennale esposta proprio su questo tratto di strada.
Raggiungiamo Vedado, quartiere “IN” de La Habana, dove hotel di lusso e case coloniali la fanno da padrona, e proseguiamo verso La Habana Centro: Plaza de la Revolución è il fulcro di questo quartiere. Un’ampia piazza dove è stato costruito il monumento a Josè Martì e di fronte si trova il palazzo del Ministero dell’Interno sul quale è raffigurata un’immagine del Che e al suo fianco c’è un altro edificio con la raffigurazione di Camilo Cienfuegos, due protagonisti della Rivoluzione cubana.
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Continuiamo il giro in direzione della Necropoli di Colón, un immenso cimitero con più di 600 tombe. L’attrattiva principale del luogo è la tomba di Amelia Goyri detta la “Milagrosa”. La donna è morta durante il parto e con lei anche il figlio e furono sepolti insieme. Il marito le portava i fiori tutti i giorni e la salutava battendo per tre volte le nocche sulla tomba e se ne andava camminando all’indietro così da poterla guardare il più possibile. Quando è stata riesumata, il corpo della donna era intatto e il bambino, che era stato posto ai suoi piedi, lo hanno ritrovato tra le braccia della madre. Da questo avvenimento molti cubani vanno a chiedere miracoli alla “Milagrosa”,

Dopo il momento spirituale si ritorna verso il parco Jose Martì e andiamo a vedere il Campidoglio. Purtroppo lo stanno ristrutturando, quindi non è possibile visitarlo all’interno. Poco male, questo è un buon motivo per ritornare a Cuba!

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Visto che il tour delle attrattive principali è finito iniziamo ad organizzare il giorno dopo. Così riprendiamo il bus e andiamo verso la stazione del Viazul che si trova dalla parte opposta del cimitero di Colon. Scesi dal bus camminiamo per qualche bel chilometro e per strada chiediamo indicazioni ad un passante per essere sicuri della strada. Non si sa per quale motivo ma ci regala una moneta e lo prendiamo come un buon segno. Raggiunta la stazione prenotiamo il trasferimento per l’indomani, per andare a vedere Matanzas. Inoltre decidiamo di portarci avanti con il viaggio e prenotiamo il bus anche per il giorno seguente per Viñales, così siamo a posto per un paio di giorni. Vista la calura asfissiante, la poca acqua e la stanchezza decidiamo di prendere un autobus cubano e paghiamo il biglietto con il peso regalato.
Spossati dal caldo decidiamo di concederci una buona birra nazionale e ascoltare un po’ di musica in un locale in Calle Obispo e con la frescura inizia a sentirsi anche la fame, quindi proviamo la cucina cubana: tonno con verdura e pollo criolo con riso moros y cristianos (riso con fagioli!). Con la pancia piena rientriamo a casa per una rinfrescata e usciamo nuovamente per goderci la serata per le strade de La Habana. Il richiamo del riso è forte, così mangiamo qualcosa e beviamo una buona birra ascoltando sempre dell’ottima musica!

Stanchi ma entusiasti del primo giorno a Cuba andiamo a dormire. Domani altro giorno, altra città.

 

 

 

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